L'importanza di svegliarsi
Perché “il mattino ha l'oro in bocca”? Non posso continuare a dormire il più possibile, anche da sveglia?
Ognuno può scegliere, ma mi è bastato chiedermelo stamani e la crucialità della questione è stata subito evidente.
Inizia la giornata, inizia di nuovo la vita. Ho un’altra possibilità, fresca.
Cosa ne voglio fare?
Un'altra giornata come le altre, e io solo la solita rotella dell’ingranaggio? Già sopraffatta dai “devo” eppure sveglia a metà, nel binario già segnato di quel che sono convinta che devo fare, ho sempre fatto e sempre farò?
Ora è di moda chiamarla routine mattutina, espressione che trovo già fastidiosa perché richiama gli automatismi, che sono proprio quello che non vogliamo incoraggiare.
Ma il senso è: cosa mi aiuta a svegliarmi, la mattina? Vale la pena dedicare qualche minuto alla mia vita, prima che ai doveri? E poi forse non sono più doveri, ma "voleri"? Ecco, così va meglio.
Allora, a cosa voglio dedicare i primi momenti di ogni nuovo giorno, di ogni “24 ore nuove di zecca” che nuove di zecca non saranno, se io sono sempre la solita?
Per me:
– accorgermi e apprezzare (se ci fate caso, vanno insieme): le luci, la nuova giornata che si apre, i suoni, i colori e gli odori, tutte le possibilità e i doni che ho, e se non li riconosco sono proprio sprecati;
– muoversi, riconoscere e apprezzare l’avere un corpo che in qualche modo si muove e sente: fare yoga, ridere e ballare, camminare/saltare/correre, rilasciare endorfine;
– dare una sciaquata alla mente, pulirla con qualche minuto di ascolto del corpo, del respiro, dei suoni;
– chiedersi “qualcosa”, cosa è importante per me oggi? Che direzione voglio prendere? Cosa, se stasera non ci sarà stato, io non sarò felice? Come ci voglio essere in questa nuova giornata?
Se non mi ri-sveglio, si ripete sempre lo stesso giorno. E nemmeno me ne accorgo.
Buon risveglio.
Per noi, spunta solo quel giorno al cui sorgere siamo svegli.
Henry David Thoreau, Walden
Ogni mattina, noi nasciamo nuovamente. Ciò che decidiamo di fare oggi è ciò che conta davvero.
Buddha