La cura di sé, ora e dopo
Come prendersi cura di sé è uno dei principali argomenti dei miei studi. Per rendere la vita anche piacevole, degna di essere vissuta, in modo da potersi dedicare a realizzare ciò che consideriamo di valore, forse dare una mano anche agli altri.
Questo periodo è stato per me un’occasione per esercitare alcune abilità e abitudini che sento importanti.
Le sane abitudini che ci sono di supporto non sono un dono che viene dal niente, per molti; sono costruite, giorno dopo giorno, e diventano così sempre più forti.
Le mie, al momento:
– cerco di mantenere un'alimentazione sana, pasti regolari, una certa varietà e gusto che mi aiuta anche quando le settimane si fanno monotone; evito cibi e bevande che (poi!) mi mettono di cattivo umore;
– attività fisica: un movimento alla volta, senza sforzarmi mai troppo (altrimenti smetto) ho imparato a fare yoga ogni mattina; questo mi aiuta ad attivarmi per la giornata e anche a mantenere corpo e mente nelle condizioni migliori possibile. Aggiungo qualche passeggiata intorno a casa col cane. Le endorfine così circolano e corpo e mente stanno meglio.
– dormo: finalmente ogni sera vado a letto più o meno alla stessa ora e il mio organismo ha la possibilità di recuperare e svegliarsi al meglio il giorno dopo;
– buona compagnia e condivisione: ogni giorno cerco di parlare con qualcuno, di sentire una voce amica. Se non chiamano loro non c’è problema, chiamo io. Se chiamano loro e io non ci avevo pensato, è un gran regalo che mi fanno. Ho contattato molti colleghi che stimo per condividere, creare qualcosa insieme, aiutarci: una miniera d’oro inaspettata.
– sole: ogni giorno Vitamina D (sono carente, come molti) e sole quando c’è. Il mio umore cambia subito.
– consapevolezza dei pensieri e cura delle emozioni: i pensieri possono essere bastardi, portarmi a scenari che mi fanno paura e poi nel corpo sento dolore e contrazione. Se non sto attenta, magari succede qualcosa e io nella testa lo faccio diventare ancora più grave, vado avanti con l’immaginazione, il nero si espande. Allora provo ad accorgermi, verifico le storie che mi immagino, imparo a scegliere i pensieri che mi sono utili. Cerco di non aprire il frigo per distrarmi o sentirmi meglio subito, mi prendo cura delle mie emozioni in modi più appropriati.
– creatività: ho la fortuna di fare una lavoro che stimola la mia creatività sempre e ora più che mai. Quando lavoro a qualche progetto, mi butto, entro nel flusso. Il tempo passa e le emozioni sono piacevoli. Quando arriva il pensiero “piacerà? mi criticheranno?" lo osservo passare e decido di non fermarmici.
- attenzione: pratico il fare con cura ogni cosa, una cosa alla volta: non importa quante cose faccio, mi interessa quanta cura metto in ogni cosa, e in questo periodo è possibile tenerlo presente.
Non importa fare tutto tutti i giorni, l’obiettivo non è la perfezione.
Cercare di costruire giorno per giorno nuove abitudini, senza demoralizzarsi, una piccola azione alla volta. Così cambia il cervello (diventando un supporto, non un ostacolo), cambiano le giornate, cambiano i risultati che otteniamo.
Cambia per prima cosa il piacere che ricaviamo dalla nostra vita e che possiamo condividere con tutti.
Note:
- avete notato che alcuni cibi/bevande provocano tristezza? nervosismo? rovinano il sonno? forse potete iniziare a osservarlo.
- "consapevolezza dei pensieri" non vuol dire “penso positivo”, ovvero "fantastico e mi sento meglio". Se l’argomento vi interessa, parliamone ;-).
"Ovunque tu sia,
e qualsiasi cosa tu faccia,
innamorati"
Rumi