Il vero primo passo: diamoci il permesso, mangiamo alla luce del sole
C’è un passaggio che qualcuno di noi salta, quando si parla di mangiare consapevolmente, ed è quello su cui si fonda tutto il resto: darsi il permesso di mangiare. Sembra un paradosso, lo so. Molte di noi scoprono il mindful eating perché desiderano ardentemente dimagrire e non trovano la strada, ed io io ora mi metto a dire di iniziare proprio col darsi il permesso di… mangiare? Non scherzo e l’ho provato sulla mia pelle.
Osservandomi, ascoltandomi, mi sono accorta di mangiare come se fosse proibito, come se ci fosse qualcosa di male. E questo fa sì che mangi velocemente, che approfitti di ogni minima occasione per ottenere qualcosa di buono, anche per me, e ancora, ancora qualcosa di più, perché quello che mi manca poi fa fatica a diventare abbastanza. Con la meditazione, con la consapevolezza, ascoltandomi con la gentilezza di chi veramente è disponibile a conoscere cosa sta succedendo (più che sforzandosi di far succedere qualcosa) ho sentito che a monte c’è questa sensazione di non poterlo fare, che non me lo posso permettere, che tutti sì, ma io no, che non dovrei, proprio quella cosa buona… non è per me. E allora mi parte un’ansia sottile, parte la frenesia, parte la corsa all’accaparramento. Con la mindfulness, possiamo sentire quali sensazioni ed emozioni stanno a monte del nostro mangiare. Ci possiamo accorgere se qualcosa sta lì, tra noi e il nostro mangiare in santa pace, accoglierlo e prendercene cura. E qualcosa si può sciogliere. Proviamo a sentire che abbiamo il diritto di nutrirci, perché ogni essere vivente ce l’ha, non importa quanti sono i chili di troppo: nutrirci è un bisogno essenziale per tutti, e lo è anche scegliere qualcosa che ci piaccia, qualcosa di cui sentiamo di aver bisogno. E stasera può essere anche un gelato con le amiche, perché noi no? Serenamente.
Man mano che il cibo non sarà più proibito, che ci daremo il permesso, molta tensione si scioglierà, le scelte torneranno naturali, salutari, e anche le quantità.
Per esempio ultimamente ho scoperto che la pasta (“la pastasciutta fa ingrassare! mangiane poca! non la mangiare!” un tormentone di tutta la mia infanzia e adolescenza), il mio cibo da sempre preferito… lo era solo perché era proibito! La pastasciutta, ho sentito, nemmeno mi piace così tanto: è morbida, e io preferisco i cibi più consistenti, anche croccanti. Se posso scegliere, non la prendo! Non me ne ero mai nemmeno accorta, da tanto che ero occupata a dimostrarmi che sì, anche io la potevo mangiare.
Diamoci il permesso, nutriamoci alla luce del sole. Come quando si protegge un cucciolo mentre mangia alla sua ciotola, perché mangi tranquillo: creiamo spazio, facciamo una pausa, e proteggiamo il nostro diritto a nutrirci in pace, secondo i nostri veri bisogni, e in consapevolezza.