Tre cose da fare per mangiare consapevolmente, più una.

Un recente articolo di Elisha Goldstein ha fatto sì che tornassi a riflettere su quanto mangiare consapevolmente possa essere difficile.

Elisha Goldstein (che non è il primo arrivato, si sappia, ma psicologo, insegnante di mindfulness e co-fondatore del Mindfulness Center for Psychotherapy and Psychiatry), ci suggerisce tre passi consapevoli da fare quando si mangia, e l’inizio del suo articolo è veramente semplice e promettente:

“Portare consapevolezza all’atto del mangiare può aiutarci ad espandere la nostra relazione con il cibo, e allo stesso tempo di apprezzare, assaporare e portare molto più gusto ai nostri pasti”.

Elisha ci esorta ad adottare tre semplici passi:

– osservare il cibo
– gustarne gli odori
– riflettere sulle connessioni tra il cibo e tutto ciò che lo ho portato qui davanti a noi

E solo a questo punto, e in questo modo, gustare sensazioni e sentimenti che emergono e poi iniziare a mangiare.

Tutto vero. Tutto utilissimo. Tutto estremamente divertente.

Tutto, per alcuni, maledettamente difficile, ho indovinato? Se riuscissimo a mangiare così, non avremmo problemi e non ci interesserebbero nemmeno questo blog e questo articolo.

E dopo aver constatato che non ci si riesce, molte persone si scoraggiano, iniziano a pensare che per loro sia impossibile, lasciano perdere e tornano a mangiare inconsapevolmente (e magari in un modo che le danneggia), o a sforzarsi di seguire un regime che le sollevi dalla consapevolezza, dalla scelta, e purtroppo anche dal piacere del mangiare. 

Se fate parte di coloro che fanno fatica, non vi arrendete. 

Anche per me, per tanto tempo, tutto questo pur provandoci non è stato possibile perché, anche se mi avviavo verso il pasto con tutte le buone intenzioni, a un certo punto la consapevolezza si spegneva (soprattutto nel mio caso se mangiavo in compagnia, ma non è detto che sia così anche per voi) l’automatismo prendeva il suo posto, il pasto iniziava e finiva e quasi non me ne ero sono accorta. 

Il mio consiglio è allora non demoralizzarsi e iniziare  a praticare il body scan/meditazione sul corpo e l’ascolto profondo e curioso di tutte le nostre sensazioni ed emozioni, così come le sentiamo. Con l’ascolto del corpo impariamo anche a sentire di cosa abbiamo veramente bisogno, e con la pratica si può tornare ad esserci e a poter scegliere, anche quando mangiamo.

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